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LE INTERVISTE IMPOSSIBILI: IL PARTITO DEMOCRATICO E LA SCUOLA.
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LE INTERVISTE IMPOSSIBILI: IL PARTITO DEMOCRATICO E LA SCUOLA.
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Gianfranco Giovannone domenica 06 aprile 2008
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Il professor Luciano Modica, sottosegretario uscente del Ministero della Ricerca e dell'Università aveva promesso di rilasciarci un'intervista sul programma elettorale del Partito Democratico per la scuola. Ormai manca una settimana al voto e il sottosegretario non si è fatto vivo. Peccato.Pubblichiamo comunque le domande che gli avevamo rivolto.
1) Siamo rimasti molto sorpresi, per usare un understatement, leggendo il programma del Partito Democratico: non c’è neanche una riga dedicata ad una riflessione sulla condizione degli insegnanti nel nostro paese, mentre si è trovato lo spazio per parlare persino del ruolo dei nonni (!) a scuola. Temiamo che questa disattenzione, purtroppo non nuova nell’ambito della sinistra , derivi dal fatto che i nostri voti sono considerati “sicuri”, dal momento che la maggioranza degli insegnanti è tradizionalmente schierata con i partiti del centrosinistra. Peggio: temiamo che tale disattenzione derivi anche in misura maggiore dalla altrettanto tradizionale capacità di sopportazione (altro che corporativismo o lobby!) degli insegnanti. Ci dica che ci sbagliamo.
2) Nel famoso e voluminoso programma dell’Unione, almeno a parole, poi puntualmente smentite nei fatti, si diceva di voler valorizzare la nostra professionalità e il nostro status socio-economico per “attirare i migliori talenti”. Ora si dice soltanto: “va pienamente valorizzata la professionalità docente, avviando una vera e propria carriera professionale degli insegnanti, che valorizzi il merito e l’impegno”. Ancora una volta la questione del merito, enorme e complessa, viene ridotta a slogan frettoloso e ansiogeno, non diversamente da quanto fa da anni Vittorio Oliva e l’associazione TRELLLE o qualche famoso opinionista in interventi estemporanei sul Corriere o sulla Repubblica. Ora, una maggioranza, seppure esigua di insegnanti e anche noi di docentinclasse.it, siamo favorevoli a discuterne, purché, appunto, non lo si faccia a colpi di slogan. Anche perché i toni drammatici con cui questo slogan viene ripetuto, ci sembrano francamente offensivi, come offensivi erano i quiz inventati da Berlinguer, destinati a premiare una esigua minoranza di insegnanti, confermando così l’opinione di de Mauro, riportata in Perché non sarò mai un insegnante, secondo la quale gran parte dei dirigenti della sinistra è convinta che gli insegnanti siano una massa di “ignoranti e pelandroni ”. Non crede che prima di parlare di merito occorra guadagnarsi la fiducia degli insegnanti, portando innanzitutto i loro stipendi a livelli dignitosi, colmando cioè quel gap di 8-9000 euro l’anno che li separa, secondo tutti i rapporti internazionali, dai loro colleghi europei?
3) Nel Quaderno bianco, elaborato dai maggiori esperti italiani di sistemi scolastici, la questione del merito viene affrontata seriamente in tutta la sua problematicità, ma le proposte operative appaiono estremamente complicate e non sempre di facile praticabilità. Abbiamo intervistato il professor Daniele Checchi, che ha avuto un ruolo di primo piano nella stesura del Quaderno bianco, ma non siamo riusciti a trovare nelle sue parole alcuna indicazione sulla quale impostare una seria policy di merit pay. Non crede che, prima di parlare di merito (superando certo, anche le resistenze conservatici diffuse tra gli insegnanti) sia necessario implementare con urgenza un sistema nazionale di valutazione dell’efficacia dei risultati della scuola italiana?
4) Oltretutto, se si considera che l’età media degli insegnanti italiani si aggira attorno ai cinquanta-cinquantacinque anni appare davvero grottesco e certo non produttivo, anche economicamente, destinare risorse ingenti alla questione del merito. In vista del gigantesco turn-over dei prossimi anni, sembrerebbe molto più saggio concentrarsi sulle modalità di reclutamento dei nuovi docenti. Sappiamo che lei si è occupato a lungo della questione, e vorremmo ci illustrasse sinteticamente le proposte che il Partito Democratico sta elaborando.
Gianfranco Giovannone
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Commenti: 105
Registrato:08/12/05
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Belle domande. Risposte Modica... quantità? Nemmeno: Nomen Nec Omen!
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Commenti: 38
Registrato:28/10/06
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Già arlekin, proprio così...
"Mala tempora currunt sed peiora appropinquant".
Gianfranco non demordere, almeno noi siamo con te!
Anna Di Gennaro
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